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Monte Cesén
Monte Cesén Veneto (Italia)
Con i suoi 1570 metri di altezza, il Mote Cesen è considerato uno dei picchi più caratteristici delle Prealpi Bellunesi, che costituiscono anche il confine naturale tra le province italiane di Belluno e Treviso. Si innalza come un massiccio montuoso proteso a sinistra del fiume Piave — che lo separa dal Monte Grappa — e domina Valdobbiadene, considerata la capitale del Prosecco di questa regione. Qui ha inizio anche la rampa meridionale che segna l’ingresso alla Strada Mariech (SP143).
Il nome richiama, a circa 20 chilometri e poco prima della cima, l’agriturismo estivo Malga Mariech - Pianezze (www.agriturismomariech.com), dove vale la pena fermarsi per diversi motivi. Innanzitutto ci si può ristabilire nel ristorante dell’agriturismo con prelibatezze fatte in casa dopo il piacere di curve e tornanti tra splendidi paesaggi vitivinicoli. L’offerta comprende vari formaggi e una selezione di ottimi vini. Poiché non è consigliabile degustarli in loco, si può acquistare qualche bottiglia nello shop e riporla nel bagagliaio per gustarla in seguito. Inoltre si può respirare un po’ prima di affrontare la diramazione orientale verso la cresta: da qui l’asfalto termina.
Si prosegue su ghiaia facile da percorrere. Contrariamente a varie dicerie, il tratto di quasi due chilometri non è ufficialmente vietato al traffico motorizzato; tuttavia, tolleranza e rispetto sono d’obbligo. Il stretto sentiero forestale viene condiviso infatti con mountain biker e escursionisti. La fatica viene ricompensata da bei panorami, sebbene la vista sia in parte guastata dalla stazione meteorologica con le sue numerose antenne. Da lì non si prosegue: bisogna tornare all’agriturismo. Da lì si scende, con una rampa nord poco impegnativa, verso Colderù.
Mario Giachino
Il nome richiama, a circa 20 chilometri e poco prima della cima, l’agriturismo estivo Malga Mariech - Pianezze (www.agriturismomariech.com), dove vale la pena fermarsi per diversi motivi. Innanzitutto ci si può ristabilire nel ristorante dell’agriturismo con prelibatezze fatte in casa dopo il piacere di curve e tornanti tra splendidi paesaggi vitivinicoli. L’offerta comprende vari formaggi e una selezione di ottimi vini. Poiché non è consigliabile degustarli in loco, si può acquistare qualche bottiglia nello shop e riporla nel bagagliaio per gustarla in seguito. Inoltre si può respirare un po’ prima di affrontare la diramazione orientale verso la cresta: da qui l’asfalto termina.
Si prosegue su ghiaia facile da percorrere. Contrariamente a varie dicerie, il tratto di quasi due chilometri non è ufficialmente vietato al traffico motorizzato; tuttavia, tolleranza e rispetto sono d’obbligo. Il stretto sentiero forestale viene condiviso infatti con mountain biker e escursionisti. La fatica viene ricompensata da bei panorami, sebbene la vista sia in parte guastata dalla stazione meteorologica con le sue numerose antenne. Da lì non si prosegue: bisogna tornare all’agriturismo. Da lì si scende, con una rampa nord poco impegnativa, verso Colderù.
Mario Giachino
Scheda tecnica:
Da Valdobbiadene a Colderù
Fondo: Asfalto / Sterrato - Difficoltà: Media (40/100)
Pendenza massima 14%
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