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Passo della Raticosa
Passo della Raticosa Toscana (Italia)
NON HA BISOGNO DI PRESENTAZIONE
Il Passo della Raticosa, insieme al vicino Passo della Futa, non ha certo bisogno di grandi presentazioni. Chiunque ami la strada, la moto o semplicemente il piacere di un paesaggio appenninico autentico, prima o poi è passato di qui. Ma dietro le curve e i tornanti non si nasconde solo un itinerario: c’è la storia, ci sono gli aneddoti, le leggende, e soprattutto quell’atmosfera particolare che trasforma un luogo in un punto di incontro.
Per i motociclisti la Raticosa è un classico, quasi un rito. Nei fine settimana il piazzale davanti allo Chalet diventa una sorta di raduno spontaneo: moto allineate, chi si concede una sosta veloce, chi invece si ferma più a lungo per chiacchierare, scambiarsi opinioni o semplicemente godersi l’aria frizzante di quota. È un luogo di passaggio che si trasforma in destinazione.
La strada principale che conduce al passo è la SS65 della Futa, l’arteria storica che collega Bologna a Firenze. Qui l’asfalto è buono, le protezioni laterali curate e il tracciato sinuoso invita a lasciarsi andare. Ma attenzione: tra autovelox fissi e mobili disseminati lungo il percorso e il rischio sempre presente di incidenti, l’entusiasmo va dosato. La strada, dolce e scorrevole, sa sedurre, ma è bene affrontarla con rispetto.
In alternativa si può arrivare dalla SP58 Piancaldolese, che sale da Castel San Pietro Terme. La carreggiata qui è più stretta, il fondo meno regolare e le protezioni quasi assenti, ma in cambio regala scorci unici. È un vero crinale panoramico che si affaccia sulle valli del Diaterna e del Sillaro, e che permette di intravedere il suggestivo Sasso di San Zanobi, intorno al quale non mancano leggende da scoprire durante una sosta. Da Firenzuola, invece, giungono altre strade secondarie che confluiscono nella SS65 e nella SP58, rendendo il passo facilmente raggiungibile da più direttrici.
La Raticosa non è solo un luogo per motociclisti o viaggiatori: è anche un frammento di storia. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu uno dei capisaldi della Linea Gotica, teatro di aspri combattimenti. Camminando tra questi monti, dove il vento batte forte e gli affioramenti rocciosi interrompono i pendii, non è difficile immaginare quanto aspro dovesse essere quel fronte. La natura stessa sembra raccontare un passato di resistenza e fatica.
In vetta, lo sguardo corre lontano. La vegetazione, rada e brulla, lascia spazio a un orizzonte ampio, dove si alternano arbusti, cespugli e più distanti macchie boschive. È un panorama che non ha bisogno di eccessi: la sua bellezza sta nella semplicità, nella purezza del paesaggio appenninico.
Poco distante si incontra il paese di Pietramala, noto anche per la chiesa di San Lorenzo, dove la presenza di un esorcista ha alimentato non poche cronache locali. Un dettaglio curioso, che aggiunge un tocco quasi misterioso a questa terra di confine, sospesa tra storia e leggenda.
La Raticosa, insomma, non è solo un passo appenninico: è un luogo che unisce strade e persone, città e montagne, memoria e passione. Che tu ci arrivi in moto, in auto o anche solo con la voglia di scoprire, qui troverai sempre qualcosa che ti resterà dentro, nascosto tra le curve e il vento.
Armando Perlini
Il Passo della Raticosa, insieme al vicino Passo della Futa, non ha certo bisogno di grandi presentazioni. Chiunque ami la strada, la moto o semplicemente il piacere di un paesaggio appenninico autentico, prima o poi è passato di qui. Ma dietro le curve e i tornanti non si nasconde solo un itinerario: c’è la storia, ci sono gli aneddoti, le leggende, e soprattutto quell’atmosfera particolare che trasforma un luogo in un punto di incontro.
Per i motociclisti la Raticosa è un classico, quasi un rito. Nei fine settimana il piazzale davanti allo Chalet diventa una sorta di raduno spontaneo: moto allineate, chi si concede una sosta veloce, chi invece si ferma più a lungo per chiacchierare, scambiarsi opinioni o semplicemente godersi l’aria frizzante di quota. È un luogo di passaggio che si trasforma in destinazione.
La strada principale che conduce al passo è la SS65 della Futa, l’arteria storica che collega Bologna a Firenze. Qui l’asfalto è buono, le protezioni laterali curate e il tracciato sinuoso invita a lasciarsi andare. Ma attenzione: tra autovelox fissi e mobili disseminati lungo il percorso e il rischio sempre presente di incidenti, l’entusiasmo va dosato. La strada, dolce e scorrevole, sa sedurre, ma è bene affrontarla con rispetto.
In alternativa si può arrivare dalla SP58 Piancaldolese, che sale da Castel San Pietro Terme. La carreggiata qui è più stretta, il fondo meno regolare e le protezioni quasi assenti, ma in cambio regala scorci unici. È un vero crinale panoramico che si affaccia sulle valli del Diaterna e del Sillaro, e che permette di intravedere il suggestivo Sasso di San Zanobi, intorno al quale non mancano leggende da scoprire durante una sosta. Da Firenzuola, invece, giungono altre strade secondarie che confluiscono nella SS65 e nella SP58, rendendo il passo facilmente raggiungibile da più direttrici.
La Raticosa non è solo un luogo per motociclisti o viaggiatori: è anche un frammento di storia. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu uno dei capisaldi della Linea Gotica, teatro di aspri combattimenti. Camminando tra questi monti, dove il vento batte forte e gli affioramenti rocciosi interrompono i pendii, non è difficile immaginare quanto aspro dovesse essere quel fronte. La natura stessa sembra raccontare un passato di resistenza e fatica.
In vetta, lo sguardo corre lontano. La vegetazione, rada e brulla, lascia spazio a un orizzonte ampio, dove si alternano arbusti, cespugli e più distanti macchie boschive. È un panorama che non ha bisogno di eccessi: la sua bellezza sta nella semplicità, nella purezza del paesaggio appenninico.
Poco distante si incontra il paese di Pietramala, noto anche per la chiesa di San Lorenzo, dove la presenza di un esorcista ha alimentato non poche cronache locali. Un dettaglio curioso, che aggiunge un tocco quasi misterioso a questa terra di confine, sospesa tra storia e leggenda.
La Raticosa, insomma, non è solo un passo appenninico: è un luogo che unisce strade e persone, città e montagne, memoria e passione. Che tu ci arrivi in moto, in auto o anche solo con la voglia di scoprire, qui troverai sempre qualcosa che ti resterà dentro, nascosto tra le curve e il vento.
Armando Perlini
Scheda tecnica:
Passo a 968 mt slm alle coordinate N44.173359 E11.338240

Da Sud Est: Firenzuola a Nord: Monghidoro
Circa 17 tornanti su Asfalto - Difficoltà: Bassa (39/100)
130 bikers hanno già percorso questa strada.
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Grazie al contributo di:
Sergio Salza, Federico Puglia, Dario Quattrocchi, Massimo Angelo Pellegrini, Armando Perlini

Itinerari:
06/06/2025 -
07/05/2021 -
05/09/2019 -
23/11/2018 -
Ci sono altre 85 Strade da Moto nelle vicinanze:
Le distanze sono calcolate in linea d'aria.