Angelo Conti

Itinerario

proposto da Angelo Conti

Il 10/09/2019 Angelo Conti ci ha proposto questo itinerario da 2.600 Km da percorrere in 7 giorni.

Velocemente, attraverso l’Italia centrale.

10/09/2019

Velocemente, attraverso l’Italia centrale.

 

“Porcapaletta, non si vede il livello dell’olio!”

  1. E-bay: acquisto la chiave a tazza per svitare il filtro dell’olio della mia “K”
  2. acquisto al volo 4l di Petronas 10/40
  3. mentre smonto le parti di carena e coppa dell’olio, imparo come eseguire queste operazioni, che in questa moto grandicella non ho mai eseguito (vergogna!)
  4. rimetto l’olio fresco fino alla misura, rimonto il tutto e via! giro di prova. Fatto, tutto ok!

 

Il 7 luglio sono partito da casa, a Rivignano - UD, alla volta di Pescara, dove mi attendeva un amico.

Ero intenzionato a percorrere il più possibile solo strade extraurbane, evitando oltre alle autostrade anche le vie di grande scorrimento. Purtroppo, in alcuni momenti ho dovuto adeguare i miei propositi alla situazione contingente, principalmente per ragioni di sicurezza e di tempo; avevo a disposizione solo una settimana.

 

Prima tranche: Rivignano - Pieve S. Stefano (Valdazze). https://goo.gl/maps/3ic5RF7Fns9B1snx6

Parto di buon mattino e imbocco l’autostrada a Portogruaro, alla volta di Venezia e poi Romea fino a Ravenna, dove un’amica mi aspetta per un buon caffè. La brutta notizia è che la notte appena trascorsa è stata una “note rosa” in tutta la Romagna, quindi in strada vi era un alto tasso di zombie al volante… ma ce l’ho fatta, vero è che sono ripartito alla volta di Cesena, Sarsina e Bagno di Romagna, sotto un cielo plumbeo che dalla prima collina al crinale Romagnolo ha versato una discreta quantità d’acqua.

Per questo viaggio avevo acquistato una nuova giacca Dainese, traforata e con membrana interna antivento e antipioggia: fantastica! giustamente traspirante, lascia entrare aria in misura adeguata a rinfrescare e tale da non risultare fastidiosa, mentre la membrana si è rivelata assolutamente efficace contro la pioggia.

Riparto da Bagno di R. deciso a percorrere la viabilità ordinaria, ma una frana sulla statale per Verghereto mi obbliga ad imboccare la E45, pazienza.

Giungo a Valdazze, dove Santina (l’affittacamere) arriva in un baleno, mi mostra l’appartamento e mi fa sapere che i tre porcini che aveva trovato la mattina, me li aveva messi in frigo: che bella sorpresa!

Scarico i bagagli e riparto immediatamente per le sorgenti del Tevere e il passo Monte Fumaiolo: che spettacolo, 15’ di inerpicata attraverso il bosco per ammirare le fonti del principale fiume dell’Italia peninsulare e assaporarne l’acqua fresca, “smooth” e squisita!

Rientro per una cena frugale con funghi crudi e uova sode e poi a nanna.

 

8 luglio: Valdazze - Pescara. https://goo.gl/maps/u5JTcNKxDuDY6T7g6

La mattina promette poco di buono (foto), così mi conforto con un’abbondante colazione.

Fortunatamente, scendendo di quota la situazione meteorologica cambia e diventa accettabile; essendo partito in ritardo, il tratto sulla vecchia Salaria deve essere ridotto, a favore della “SS.3 Var.”, che altro non è che la prosecuzione della E45.

Eccomi ai piedi della collina di Trevi: “Salgo?” “Sì, salgo!”

Una passeggiata per il borgo e il caldo inizia a farsi sentire, siamo verso le 11.00; due succhi di ananas e un paio di barrette, rifornimento alla K e via, fino alle Fonti del Clitumno: che bel posto! avrei voluto avere una tenda e fermarmi lì, ai bordi dell’acqua…

Purtroppo i 40° si fanno sentire tutti e io accuso il colpo, devo fermarmi un po’ per riprendermi, mi aspettano ancora molti km, attraverso strade che non conosco affatto (per principio, in moto viaggio senza navigatore).

Dopo due succhi di ananas, imbocco la SS685 della Val Nerina in direzione di Norcia: che bella! Valle stretta, boscosa e un po’ più fresca; c’è un po’ di traffico, ma in moto… eh eh eh!!! devo solo fare attenzione agli autovelox, tutti perfettamente funzionanti - ahimè. La strada si presenta in buone condizioni e, dove il traffico lo permette, invita anche a qualche piega. Da Norcia mi metto sulla SP477 per la successiva tappa a Castelluccio.

La salita a Castelluccio devo farla in colonna fra le auto, complice la strada stretta e un po’ dissestata, ma tant’è, un po’ di compagnia non guasta mai.

Arrivo alla Forcella del Belvedere (non ricordo se ha un altro nome…) dove la temperatura non arriva a 20°, grazie anche ad un vento non proprio sommesso, ma in quel frangente decisamente taumaturgico! Mi godo il panorama, mi riposo un po’, chiedo informazioni per Ascoli ad un ragazzino del chioschetto dei panini - il quale, come un grande, mi descrive compiutamente e in poche parole la via che devo percorrere.

Peccato che la fioritura fosse quasi completamente assente, ma il panorama valeva la pena del viaggio!!!

Scendo la valle del Tronto, fra paesi fantasma feriti e lacerati dal terremoto e non ancora curati…

Più che alle inadempienze istituzionali, il mio pensiero è andato alle persone che - profughe - non abitano più le proprie case.

Apprezzo tuttavia le caratteristiche appenniniche della strada, che si presenta in condizioni piacevolmente “sport-tour”.

La stanchezza, soprattutto a causa del caldo inclemente, si fa sentire, per fortuna che la SS4 che porta all’Adriatico è dritta e scorrevole, così in un tempo accettabile giungo al casello di Martinsicuro, dove infilo l’A/14 fino a Montesilvano; da qui, in 20’ sono a Pescara, già sotto alla doccia e con l’aria condizionata in modalità “pinguino”!!!

Nei tre giorni di permanenza in questa città che vedevo per la prima volta, ho apprezzato soprattutto la cordialità e la disponibilità delle persone. Sono riuscito perfino a fare un pasto in macelleria! infatti sono entrato, ho chiesto che fosse macinato un mezzo kg di manzo e me lo sono sbafato in compagnia del macellaio, il quale me lo ha anche condito con olio e lime: una prelibatezza! carne di bovini al pascolo nei terreni montani dell’Abruzzo, decisamente squisita!

Purtroppo ho anche assistito all’eccezionale grandinata che si è abbattuta sulla città e sul circondario: sassi di ghiaccio come palle da tennis hanno rotto finestre, ammaccato auto (quelle cabrio hanno avuto la capote perforata), rotto fanali, allagato la città, il diluvio ha trasformato parcheggi in vasconi per relitti… che disastro!

“E la mia moto?”

“Era all’aperto.”

Terminato il nubifragio, ho dovuto prendere il coraggio a quattro mani per andare a vedere in quali condizioni l’avrei trovata.

E invece è andato tutto per il meglio, con tre ammaccature sul silenziatore ed una piccola crepa (3cm) sul fianco sx della carena, in un punto difficilmente visibile. Posso stare contento.

 

11 luglio: Pescara - Saturnia (Montemerano). https://goo.gl/maps/SEs5uYJTEKEJisSb7

Al mattino vorrei partire entro le 8, ma l’amico che sta venendo a trovarmi è un po’ in ritardo, pazienza, sono in vacanza. Facciamo una buona colazione sul lungomare e partiamo per percorrere un tratto di strada assieme. Purtroppo la strada è ricoperta di uno strato di argilla portato dalla pioggia del giorno prima, ma essendo seccato, è difficilmente visibile e rende il fondo estremamente sdrucciolevole: dopo un paio di “banane” in curva, ritengo che la premura sia una cattiva consigliera e riduco l’apertura del gas…

A causa del ritardo e con un po’ di dispiacere, sfilo il bivio per Prati di Tivo e proseguo lungo i panorami che mi offre la SS80 fino a L’Aquila, poi via per una pausa-panino ad Antrodoco, dove trovo una gentile e carina barista e anche un nostalgico delle due ruote per una simpatica chiacchierata.

La tappa è Rieti, piazza San Rufo - Centro d’Italia. La città è piccola, la piazza si trova nel centro storico, chiuso al traffico; fa caldo, non so quanto dovrei camminare per giungervi, così opto per il servizio fotografico gentilmente offerto dal Comune di Rieti e salgo in moto. La piazza è piccolina, poco segnalata, ma era una meta che mi ero prefissato già molti anni fa.

La cascata delle Marmore non è distante, ma non voglio perder tempo, anche perché qui (prima e dopo Terni) la strada non è simpatica; sarebbe anche bella, ma subdolamente pericolosa, per il tipo di infrastrutture che la costeggiano, i numerosi incroci ed il traffico decisamente consistente.

Ho la fortuna di arrivare quando le cascate sono ancora aperte: uno spettacolo da vivere, suggestioni che fan vibrare l’anima.

 

Da Terni a Viterbo è superstrada, poi lago di Bolsena, Valentano, Montemerano.

Il B&B Poggio alle Calle è appena fuori dalla strada asfaltata, ma vale la pena soggiornarvi per la gentilezza delle proprietarie, per la qualità delle colazioni (non fanno pranzo e cena) e per l’accoglienza della struttura: consigliatissimo.

Mi tuffo in piscina per riavermi dalla calura: operazione riuscita con successo!!!

Siccome l’indomani è il mio compleanno e mi trovo nella terra del Morellino di Scansano, decido di far festa questa sera stessa e vado al “Nibbio” una tipica trattoria di Montemerano; qui ordino una costata di dinosauro (nel menu alla voce “fiorentina”), non troppo grande (950g); la chiedo al sangue, quasi viva e me la portano appena scottata, su una pietra ollare; il cameriere me la taglia e mi lascia la pietra, così riesco a consumare l’animale con calma, scaldando ogni pezzetto prima di imboccarlo. Una bottiglia di Morellino si è resa necessaria a completare l’opera, per fortuna che la moto aveva imparato la strada del ritorno e che questa era praticamente deserta. (scherzo, ero ben lucido e prudente!).

La mattina del 12 ho fatto 2 conoscenze importanti.

La prima con la colazione del B&B: ricotta appena fatta e marmellate (albicocche e pesche) prodotte dalla signora Liliana, ho temuto di non resistere a questa serie di emozioni del palato, ma ce l’ho fatta, potrei anche ricominciare!

La seconda con le terme pubbliche di Saturnia, quelle delle cascate, per intenderci. Si tratta praticamente di vasche naturali terrazzate, dove l’acqua - a 36°/37° - scende a cascate a massaggiare goduriosamente gli occupanti/bagnanti; per resisterci io un’ora, significa che la situazione è davvero paradisiaca. Anche tra la fauna si trovan soddisfazioni, eh eh eh!!!

In Maremma anche i gatti sono socievoli.

 

13 luglio: Montemerano - Lustignano. https://goo.gl/maps/PVF1fecFvf4UQ2Zg7

A causa del caldo persistente, ho dovuto rinunciare alle crete senesi, non ce l’avrei fatta, la prossima volta viaggio al fresco!

Per contenere il dolore del distacco da quel Poggio così ameno, ho fatto tappa alla Cantina dei Vignaioli di Scansano, dove Margareta - una gentile ragazza Slovacca - mi ha condotto attraverso tini, botti e bottiglie; ho ordinato due casse di Morellino variamente declinato e me le sono fatte spedire a casa.

Che bella la Maremma fino a Grosseto! purtroppo il fondo stradale è il più sconnesso che abbia trovato fino ad ora, ma pazienza.

In città ho avuto grosse (si fa per dire) difficoltà a trovare indicazioni stradali sufficienti, fin quando ho imboccato la giusta via per Castiglione della Pescaia, Punta Ala, e Follonica.

Un’insalata mista ottima in un bar lungo l’Aurelia e poi destinazione Castagneto Carducci.

Curiosa questa cornice, che inquadra il panorama che ispirò al poeta “… la nebbia agli irti colli piovigginando sale…”.

Ma volevo arrivare a Bolgheri e San Guido. Strada diritta, ma piena di fascino e di ricordi di scuola; fortunatamente il traffico era quasi assente, così ho potuto scattare con calma qualche foto.

Riparto in direzione Sassetta: pensavo in qualcosa di meglio, sia come strada che come località, ma va bene ugualmente. Scendo e punto per Lustignano, dove ho prenotato una camera in un’azienda agricola con ristorante e piscina.

Altro bagno taumaturgico, bracciate avanti e indietro nell’acqua tiepida scaldata dai soffioni di Larderello nell’aria fresca della valle profumata dai soffioni di Larderello…

 

14 luglio: Lustignano - Bardi. https://goo.gl/maps/qzhdsWxBy7gerth66

Inizia il rientro.

Direzione Larderello, ovunque impianti termoelettrici e geotermici in genere; tuboni che ricamano il paesaggio in ogni direzione, odore solforoso che aleggia nell’aria… meglio correre verso Pisa, va là!

Una sosta volante a piazza dei Miracoli, stracolma di turisti, e via verso l’autostrada che mi porterà a Pontremoli. Qui esco dal casello e - come se uscissi dalla porta di casa -  prendo la pioggia fino al primo bar. Alzo lo sguardo, verso la Cisa: sembra non piovere, già ma io devo fare il Brattello; guardo di qua: nero. Porcapaletta! Ma non dimentico che sono in vacanza, quindi me ne frego, ordino da bere e mi accendo una sigaretta. Intanto inserisco la membrana antipioggia nella giacca…

La pioggia cala, riparto, strada bagnata fino al Brattello, da qui in giù pioggia battente fino a casa. L’eccessiva umidità non permette ai profumi del sottobosco di esprimersi.

La moto risponde bene, le gomme tengono, riesco a viaggiare ad una velocità accettabile; arrivo a casa asciutto nella parte superiore e in ammollo dalle cosce in giù, i pantaloni sono estivi e non tengono affatto l’acqua, ma vale il discorso fatto in precedenza: sono in vacanza!!!

Nota. Quando sono in viaggio, trovo molto difficile fermarmi per scattare foto; quando sono in viaggio, letteralmente mi fondo con panorami, scorci, città, monti, valli, laghi e fiumi e non riesco a distaccarmente per immortalarli se non nella mia anima; scattare foto significa per me infrangere questo incantesimo, dunque vi prego di accettare le poche foto che ho preso durante il viaggio, sperando che raccontino abbastanza dell'emozione che ho vissuto attraverso la nostra magnifica Italia.

Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
Velocemente, attraverso l’Italia centrale.
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La mappa

Le tappe

A
B
C
D
E
Nota: Quando i passi sono chiusi, Google Maps non permette di passarci, quindi fuori stagione la mappa apparirà priva del percorso o con itinerari molto più lunghi.
Siamo in attesa che Google Maps integri la possibilità di creare mappe visualizzabili tutto l'anno.