Orazio Valiante

Itinerario

proposto da Orazio Valiante

Il 26/09/2020 Orazio Valiante ci ha proposto questo itinerario da 850 Km da percorrere in 2 giorni.

Tour dello Stelvio

26/09/2020

 Finite le vacanze? Stanchi di essere stati sotto un ombrellone? Non vedete l’ora di cavalcare nuovamente le vostre due ruote? Per il rientro dalle vacanze vi proponiamo questo giro ad anello di due giorni che si snoderà tra Lombardia, Veneto e Trentino fatto di curve e infiniti tornanti, ma anche di paesaggi maestosi, natura e gustose specialità culinarie. Un viaggio perfetto per riscoprire il piacere della conduzione della nostra moto, 870 km da macinare in due giorni percorrendo i passi classici cari ai motociclisti di tutto il mondo, passi sconosciuti ma altrettanto affascinanti, strade insolite per i monti del Veneto e del Trentino. Il Passo dello Stelvio, che percorreremo nella giornata di domenica (dulcis in fundo) è l’emblema del tour, con i suoi 48 tornanti sul versante trentino e 40 tornanti su quello lombardo, è il valico più alto d’Italia e secondo in Europa.

Giorno 1 – Partenza dall’area di servizio Brianza Sud sull’autostrada A4 Milano. Tramite autostrada ci porteremo velocemente fino a Peschiera dove l’abbandoneremo per portarci sulla superstrada in direzione Affi. Raggiunta Affi lasceremo la viabilità principale per inerpicarci sul Monte Baldo e percorrerlo da sud a nord lungo il suo crinale sempre in quota tra i 1000 ed i 1500 m. Una spettacolare area dall'ambiente incontaminato, una magnifica meta che nessun biker vorrebbe perdersi, ci fermeremo per una pausa caffè a Bocca di Navene; dove dalla terrazza accanto al bar, si può godere della magnifica vista di una gran porzione di lago di Garda: una inaspettata sorpresa. La discesa è a precipizio lungo i tornanti, molti dei quali impegnativi, che perdono quota verso Mori. Raggiunta Rovereto ci dirigeremo ancora verso il Veneto che riattraverseremo attraverso il passo della Borcola. Situato a 1.207 m d’altitudine il passo rappresenta il naturale confine orientale del massiccio del Pasubio. Luogo di accoglienza e di ricordo, da cui partono diversi sentieri lungo i percorsi della Grande Guerra, il passo ha da sempre rappresentato una linea di frontiera. A testimoniarla il Leone di San Marco che per secoli segnò il confine politico tra l’Impero e la Repubblica di Venezia prima, e tra l’Austria e l’Italia poi. La discesa dal passo ci vedrà impegnati in 19 tornanti molto tecnici, un buon allenamento. Attraversato il borgo di Posina, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, ci dirigiamo verso Asiago ed il suo altipiano per affrontare la mitica salita mozzafiato del Costo di Asiago: un'ampia strada con asfalto perfetto regala una serie di dieci tornanti micidiali ed un susseguirsi di curve e controcurve. Una strada disegnata per le moto e per questo molto frequentata da motociclisti ma anche da pattuglie della stradale e da controlli autovelox! Raggiunta quindi Asiago ci fermeremo per una  pausa pranzo. Dopo il pranzo ci indirizziamo sulla SP349 che da Asiago porta a Lavarone passando per il passo Vezzena, valico delle Prealpi vicentine a 1.402 m di altitudine. Lungo una strada molto panoramica, ma molto stretta scendiamo in Valsugana, lasciati sulla sinistra i laghi di Caldonazzo e Levico ci dirigiamo a Borgo Valsugana dove lasciamo la noiosa strada in valle per arrampicarci sui 14 i tornanti del Passo Manghen, alcuni dei quali a gomito molto stretto, che curva dopo curva si aprono verso le valli sottostanti, fino ai 2047 m di altitudine, attraversando foreste secolari affacciate su splendidi laghi alpini tra le vette del Lagorai. E’ una strada che, sebbene si trovi su un percorso motociclistico secondario, lontano dai percorsi tradizionali, riserva grandissime sorprese, in scenari paesaggistici mozzafiato tra distese senza fine di pini secolari. Scendiamo dal passo per raggiungere Cavalese e per concludere e portarci verso il nostro albergo saliamo sul Passo di Lavazé a quota 1850 m. Da qui in pochi minuti raggiungiamo la nostra meta lo SportHotel Obereggen (www.obereggen.it) immerso nell'incomparabile scenario montano delle Dolomiti, ai piedi del CatinaccioRosengarten e Latemar. Dopo questa meravigliosa ma stancante giornata chi vorrà potrà distendersi e rilassarsi presso il centro benessere e la SPA dell’albergo. Il ristorante dell’albergo ci garantisce una raffinata esperienza gastronomica con cucina tipica tirolese.

Giorno 2 – Ripartiremo alla volta di Nova Ponente per poi scendere in valle, costeggeremo il lago di Caldaro e imboccheremo la strada che ci porta ad affrontare il Passo della Mendola. La storica strada si snoda per ben 15 tornanti e 12 km, con un dislivello di 910 metri. Lungo la strada, avremo la possibilità di ammirare il panorama sulla Val d’Adige. Rimarremo in costa e dopo una deviazione a destra transiteremo dal Passo delle Palade per poi ridiscendere verso Lana. Una deviazione a destra ci porterà sul fondo valle dove risaliremo sul dorso montuoso posto tra le città di Bolzano e Merano per ammirare il panorama sul Val d’Adige fino a raggiungere Merano.  Sostai per un veloce pranzo presso la famosa birreria Forst a Lagundo (appena dopo Merano) dopo proseguiremo l’avvicinamento alla salita del Passo dello Stelvio percorrendo la Val Venosta fino a Spondigna dove devieremo a sinistra per lo Stelvio giungendo a Trafoi. Da questo paese inizia la salita con i 48 tornanti che ci porteranno in cima al passo dove rimarrete sorpresi dalla quantità di motociclisti e ciclisti che vi si incontra e dalla sfilata di due ruote parcheggiate, che mostrano targhe di ogni parte d'Italia e del nord Europa. Il Passo dello Stelvio è infatti uno dei luoghi di pellegrinaggio motociclistico più famosi al mondo, tecnicamente il passo più alto d’Italia (2.758 m) e il secondo d’Europa, praticamente uno spettacolo unico. Il divertimento non è ancora finito, il rientro verso Milano lo faremo transitando dal Passo Gavia, altra icona delle due ruote, risalendo a quota 2.600 m. Il Gavia, per i motociclisti è una meta imperdibile e impegnativa, considerate le dimensioni ridotte della carreggiata, specie nella parte che raggiunge Ponte di Legno e che noi percorreremo in discesa, ma anche per le pendenze accentuate e per i tratti senza protezioni e con asfalto rovinato. Giunti a Ponte di Legno  rientro su Milano attraverso la Val Camonica (percorso più breve) o, per chi non avesse ancora abbastanza potrà optare per il rientro attraverso Aprica e Valtellina o altre strade(non c’è che l’imbarazzo della scelta). Il tour è prettamente stradale e molto impegnativo per l’elevato chilometraggio e per le caratteristiche delle strade alpine. Vista la difficoltà e la tipologia del percorso, si raccomanda un attento controllo della propria moto prima della partenza che deve essere in perfette condizioni. Un occhio di riguardo alla condizione degli pneumatici che devono essere in buone condizioni.

Buon divertimento


La mappa

Le tappe

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Nota: Quando i passi sono chiusi, Google Maps non permette di passarci, quindi fuori stagione la mappa apparirà priva del percorso o con itinerari molto più lunghi.
Siamo in attesa che Google Maps integri la possibilità di creare mappe visualizzabili tutto l'anno.