Emanuele Giglio

Itinerario

proposto da Emanuele Giglio

Il 01/06/2018 Emanuele Giglio ci ha proposto questo itinerario da 1.800 Km da percorrere in 7 giorni.

Svizzera in girotondo

01/06/2018

Questo è un itinerario più lungo ed impegnativo di quelli che propongo di solito, ma alla fine risulta più godibile dato che non ci sono record kilometrici giornalieri. Ho omesso i riferimenti ad alcuni Hotel dove abbiamo dormito dato che il viaggio risale a.... Prima dell'avvento del GPS e potrebbero aver cambiato nome o non essere più aperti.

Primo giorno: Da Castelnuovo don Bosco (AT) a Gland - 360 Km

Partenza da Castelnuovo don Bosco in direzione A5, dati i Km da fare non disdegniamo l'autostrada per ridurre i tempi, raggiunta Aosta si scala il Passo del Gran San Bernardo e si sconfina in territorio elvetico. Inserita la modalità "Ricordati che gli Svizzeri ci tengono ai limiti di velocità" scendiamo in picchiata verso Martigny, poi proseguiamo fino a Montreux per visitare il castello di Chillon e rendere omaggio alla statua di Freddie Mercury, proteso verso il lago nella sua posa più famosa. Con i Queen nell'interfono torniamo indietro per un breve tratto per costeggiare la riva meridionale del lago Lemano fino a Ginevra, sconfinando in Francia e rientrando in Svizzera poco prima della perla lacustre della Confederazione. Il lungolago è piacevole e ricco di posti panoramici in cui fermarsi a scattare foto alle deliziose dimore d'epoca e nonostante il traffico il percorso è godibile e ci porta a Ginevra senza quasi rendercene conto. Giunti in città non ci lasciamo sfuggire la foto ricordo alla fontana a getto e nei parchi principali, ma siamo pur sempre motociclisti ed allergici ai tragitti urbani, pur se Ginevra è davvero a misura di passeggiata, sia a piedi che in bici. Ricominciamo a costeggiare il lago ma sulla riva settentrionale, in direzione est. 

Al terzo tavolino ci fermiamo, vinti dalla curiosità, scopriamo quindi che i fogli disposti sul tavolo sono listini prezzi: potete prendere le forbici e recidere i fiori che volete nel prato a fianco strada, pagherete lasciando i soldi nella scatola li a fianco. Nessuno in vista per Kilometri, eppure ci sono diverse decine di Franchi già pagati da qualcuno. Che bello poter vivere così.

A Gland scoviamo un delizioso alberghetto e ci concediamo una sostanziosa cena, poi gironzoliamo a piedi, incuriosendo i cordiali residenti di questa piccola cittadina. Come avremo modo di notare, gli elvetici sono freddi solo in apparenza, probabilmente quando sono impegnati al lavoro, noi li scopriamo a passeggio serale e non c'è verso di sfuggire al loro saluto cordiale ed ai sorrisi rilassati. o forse è solo l'effetto del piccolo paesino dove tutti si sonoscono.

Secondo giorno: da Gland a Murten - 130 Km

La colazione è ricca e gustosa, servita in giardino. Un saluto sorridente al personale dell'albergo e si risale in sella, verso Losanna. La strada costeggia il lago ed è facile distrarsi, per fortuna ci siamo ormai adeguati alla velocità media degli svizzeri, rispettosi del codice fino al masochismo, specie in città, in extraurbano si scorre meglio, ma guai a passare sotto al cartello dei 50 senza aver rallentato. Ben presto scopriamo, dietro agli onnipresenti specchi panoramici, telecamere e radar pronti a segnalare le infrazioni, ecco perchè non si vedono mai pattuglie. Raggiungiamo Losanna in relax dopo esserci riempiti gli occhi di azzurro e verde, quantomai rigoglioso in questa tarda primavera, poi ci fermiamo a fare foto e spieghiamo la cartina sul parapetto, alla ricerca del percorso migliore per Neuchatel. Inutile cercare indicazioni nella segnaletica stradale, indica solo le città più grandi. Dopo aver attraversato il centro ci dirigiamo verso Villars-Sainte Croix, Bavois, e giungiamo in vista del Lago di Neuchatel a Yverdon Les Bains. La strada prosegue lungo la costa nord del lago e ci porta fino a Neuchatel, la storica città che da il nome al lago. Parcheggiamo la moto e ci concediamo una lunga passeggiata sul lago, con annesso pranzo.... Buono ma salato, e non nel gusto. Visitiamo alcuni monumenti trovati nella guida turistica e riavviamo il motore alla volta del terzo lago dell'itinerario: si va a Murten, sul lago omonimo e..... poco benaugurante in italiano :-) 

Scarichiamo le borse e saliamo in camera all'Hotel Krone, affacciato sul lago e sulle colline circostanti. L'hotel sente il peso degli anni, le camere sono pulite e graziose, ma piuttosto strette, il bagno è angusto ma dotato di tutto, dopo qualche contorsione scendiamo in paese rinfrescati e profumati. Verso sera, la magnifica veduta che va oltre il Lago di Murten verso il Mont Vully e il Giura al tramonto è uno spettacolo da non perdere. Bellissimo godersi lo scenario sul cammino di ronda, l'unico forse ancora in opera in tutta la Svizzera, che corre lungo i bastioni medievali della cinta muraria. Il Lago di Murten è un lago molto apprezzato che raggiunge una temperatura gradevole fin dall’inizio dell’estate. Vela e windsurf, sci nautico, wakeboard, surfbike, barca a remi, pedalò, canoe, kayak e pesca sportiva – ce n’è per tutti i gusti. Noi optiamo per una cena in una pizzeria nella piazza principale :-) 

Terzo giorno: da Murten a Alpnachstad - 130 Km

Colazione sul delizioso terrazzo a sbalzo sul lago, c'è l'imbarazzo della scelta e facciamo scorta di calorie per la giornata, non vediamo l'ora di tornare in sella. Ci siamo ormai abituati all'andatura rilassata dettata dai limiti, rispettati da tutti specie nei centri abitati, per cui ci immergiamo totalmente nello splendido paesaggio della Svizzera centrale mentre ci dirigiamo verso la capitale federale Berna. Naturalmente ci perdiamo nel traffico, Berna è la classica città di uffici ed industrie ed accentra gran parte delle attività di governo, per cui paga lo scotto con un maggior numero di veicoli in circolazione. Decidiamo di proseguire senza fermarci ed all'ennesimo incrocio ci viene in soccorso un gendarme, incuriosito dal casco chino sulla mappa (il giro risale all'epoca in cui il GPS era roba esoterica...), in pochi tratti di penna ci disegna il percorso e ben presto scoviamo l'unico cartello di Berna indicante la direzione per Lucerna :-) 

Ben presto ci ritroviamo nella allettante regione dell'Emmental, con le sue fattorie e le mucche placidamente intente a brucare e le casette linde e ricche di fiori sui davanzali. Il contrasto è la quasi totale assenza di persone a passeggio o in giro per strada. Anche nei paesini ti rendi conto che se qualcuno è per strada sta andando da un lavoro all'altro, per fortuna in serata c'è un po' più di vita mondana. Noi continuiamo col motore che ronfa rilassato, l'interfono ci consente di chiacchierare e la mia passeggera continua a scoprire inquadrature "da fermarsi assolutamente a fotografare", io riesco a scovare una interessante attrazione coi tavolini all'aperto: il Gasthof Rössli ad Escholzmatt. Piatti di carne gustosi e curati, i classici Rosti di patate ed un banco di formaggi enorme da cui scegliere quel che ci piace, all'abbinamento con salsine e marmellate ci pensano loro. Naturalmente il conto è adeguato alla media svizzera, ma lasciare questa tana da ghiottoni è davvero dura...

Nel frattempo inizia a piovere, ma non a piovere normale, in Svizzera anche la pioggia è diversa: non è intensa, ma fitta e costante, ostinata. Per fortuna San Goretex fa quel che promette, restiamo asciutti e caldi anche se imitiamo Noè per il resto della giornata. Il panorama scompare dietro una cortina d'acqua che ingloba tutto e rende scivolose le rotaie che incontriamo lungo la strada, peccato perchè questa è la Svizzera montagnosa delle cartoline e la zona in cui siamo è patrimonio dell'Unesco. Però ci fa sentire più avventurosi, siamo l'unica moto in giro, tra l'altro stracarica con 3 bauletti e la borsa sul serbatoio e due passeggeri. La cosa non impensierisce la ZZR, che avanza tranquilla e ci porta fino a Lucerna, qui inizia l'impresa: trovare le indicazioni per Alpnachstad, la cittadina ai piedi del monte Pilatus in cui ho prenotato l'Hotel. Il buio è ormai calato e le indicazioni stradali sono solo per Zurigo o Berna, tutto quel che c'è in mezzo sono cavoli vostri :-) 

Un po' a intuito, un po' sfruttando i pochi lampioni agli incroci, riusciamo a trovare la statale che, a sbalzo sul Lago dei 4 Cantoni ci porta (spero...) verso la destinazione. Nei 20 Km fra Lucerna ed Alpnachstad prendo il fiero proposito di comprare un GPS e collegarlo all'interfono!!! Leggere la mappa sul berbatoio, col trasparente appannato e la visiera gocciolante non è per niente agevole e devo farlo sotto ai rari lampioni. Sotto uno di questi, mia moglie avvista un cartello con la scritta "Alpnachstad", forse perchè siamo ad Alpnachstad..... Nessuna indicazione fino ad allora. Poche centinaia di metri dopo, l'Hotel Rossli si materializza ed una coppia di figure grondanti acqua bussa alla porta vetrata. Una gentile signora ci ferma inorridita e ci invita a raggiungere il garage, dove la moto starà al calduccio e l'abbigliamento tecnico potrà smaltire i 50 kg d'acqua ed asciugarsi. Svolte le formalità di rito per la registrazione ci godiamo una lunga doccia calda ed una gustosa cenetta, guardano la pioggia dalla grande veranda dell'hotel. Viste le previsioni rinunciamo all'escursione in treno sul Monte Pilatus prevista per l'indomani e filiamo a letto senza mettere la sveglia.

Quarto giorno: da Lucerna a Steckborn - 150 Km

Ci si sveglia con comodo, colazione in veranda e.... pioggia. Il Pilatus non si vede quasi, eppure la stazione del treno a cremagliera più ripido del mondo è praticamente nel cortile dell'hotel, peccato perchè il panorama visibile da lassù è spettacolare, lo avevamo visto l'anno precedente col "Golden Tour": ci si imbarca sul battello a vapore «Unterwalden» da Lucerna ad Alpnachstad. Si prosegue poi con la cremagliera fino al Pilatus Kulm (2073m s.l.m.) e lo spettacolare terrazzo su cui godersi la vista sul lago, sui monti e sulla città di Lucerna, si può fare un piccolo circuito nella galleria di rocce o sul Tomlishorn e concedersi una prelibatezza gastronomica nel ristorante. Dulcis in fundo: la spettacolare corsa in teleferica «Dragon Ride», la funicolare panoramica verso Kriens. Si fa ritorno a Lucerna con l'autobus.

Stavolta non siamo sull'acqua ma nell'acqua, le tute ben presto si imbevono ed anche se nulla arriva all'interno il peso si fa sentire mentre raggiungiamo la splendida Lucerna ed il suo magnifico lago.  Smette di piovere quando siamo sul  Kapellbrücke , il Ponte della Cappella, simbolo della città. Il ponte unisce le 2 metà della città, divisa dal fiume  Reuss, emissario del lago dei quattro cantoni. E' un ponte pedonale coperto in legno  e prende il nome dalla vicina Cappella di St Peter, circa a metà del ponte sorge una torre a forma ottagonale, la Wasserturm (Torre dell'acqua), uno dei simboli di questa città svizzera, la quale aveva una funzione difensiva. Al giorno d'oggi per fortuna è praticamente ricoperto di fiori ed invita a ben più allegri pensieri. La tappa successiva è allo spettacolare Museo dei trasporti: il più visitato della Confederazione Elvetica. Vanta una vasta collezione di locomotive, automobili, barche, aerei ed altro, così come un'esposizione dedicata alle telecomunicazioni. Meriterebbe una visita ben più lunga, noi ci limitiamo alla sezione ferroviaria ed al..... ristorante.

La strada ci attende e ci porta verso Zurigo, sfiorando il Lago di Zugo e proseguendo verso Cham e Knonau, poi Obfelden e Urdorf. Giriamo larghi attorno a Zurigo e deviamo verso Regensdorf, Nassenwil, Windlach, Eglisau e Rafz. Qui si sconfina brevemente in Germania e si continua in direzione di Sciaffusa. o Schaffhausen come la chiamano in tedesco. Qui sosta obbligata sulle piattaforme panoramiche per ammirare le cascate del Reno e, per i più avventurosi, un giro in battello fin sotto le fragorose e potenti cataratte.

Si prosegue verso sud costeggiando il Reno, raggiungiamo Stein am Rhein, macchina del tempo di pietra. Il paese è praticamente rimasto uguale a com'era nel rinascimento, o forse è stato abilmente restaurato... resta comunque una tappa che merita un bel po' di foto. Da qui si prosegue fino a Steckborn, il paesino dove ho vissuto il mio primo anno di vita. La cittadina sorge sull'Untersee, il lago interno che il Reno forma prima di allargarsi nel più grande Bodensee o Lago di Costanza, per noi italiani. L'abitato si allarga sul lago e conserva gran parte delle dimore storiche intatte, Steckborn figura nell'Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere. Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. Dato che i miei genitori lavoravano in Bernina, la fabbrica di macchine da cucire, io sono nato a pochi kilometri da qui.

Siamo ospiti dai miei cugini, che tuttora lavorano nella stessa fabbrica, per cui niente suggerimenti per gli hotel in questa tappa. 

Quinto giorno: da Steckborn a Passo dello Spluga - 210 Km

Sveglia senza fretta, gironzoliamo a fare foto lungo la riva del lago e facciamo colazione nell'immancabile bar italiano, poi costeggiamo l'Untersee fino dove sfocia nel Bodensee e raggiungiamo Scherzingen, dove sorge l'ospedale cantonale in cui vidi la luce :-) 

Dopo aver lucidato la targa dorata che ricorda l'evento.... proseguiamo lungo il lago fino a Sankt Margrethen e puntiamo a sud. Costeggiamo il Liechtenstein, attraversiamo Vaduz e Bad Ragaz, Coira e raggiunta Tamins deviamo verso le Alpi. Ci aspetta Thusis e l'inizio della Viamala. Un tempo era odiata. I viaggiatori definivano la profonda gola del Reno Posteriore "Pessima strada", perché era un ostacolo sul percorso che attraversava le Alpi. Effettivamente bella, ma selvaggia e minacciosa. Mentre oggi è proprio per questo che ci si reca volentieri alla Viamala. Il top sarebbe fermarsi ed esplorarla a piedi, o tuffarsi nello stretto budello dove scorre il giovane Reno, o ancora aggregarsi ad un gruppo per una vertiginosa discesa in rafting. Noi ci accontentiamo di risalirla col naso in sù ed il motore al minimo, il cielo sempre più stretto fra le alte pareti di roccia, le carene sempre vicine al muretto in pietra che ci divide dal burrone. Dopo diverse decine di foto raggiungiamo Andeer, dove la Viamala termina e si allarga verso Splughen, che ci attende poco oltre il lago Sufnersee. Da Splughen inizia l'ultima fatica per il quadricilindrico giapponese: gli infiniti e goduriosi tornanti che scalano il passo dello Spluga. Anche qui numerose soste fotografiche, ma anche un asfalto scorrevole e ben tenuto che consentono di godersi una guida veloce e qualche piega, tanto che ben presto si arriva in cima. Un rapido saluto alle guardie di confine e proseguiamo in territorio italiano, oltrepassiamo Montespluga ed il grazioso lago e poco dopo Palù deviamo a sinistra, siamo ormai arrivati alla meta per oggi: il rifugio "Mai Tardi"

Il ristorante, con vista incantevole sulle montagne sovrastanti, offre piatti tipici valtellinesi preparati con prodotti naturali, molti dei quali provenienti dal loro orto, pane fatto in casa,formaggi e la fantastica carne proveniente dal loro vicino allevamento e cucinata in maniera sublime.... In aggiunta, siamo stati raggiunti dal nostro storico gruppo di amici a due ruote e la serata ben presto si anima di voci e risate.... alcooliche.

Sesto giorno: Giro del Canton Grigioni, Graubunden Moto Tour - 420 Km

Sveglia presto, oggi ci attende un notevole banchetto di Kilometri. Si inizia con una discesa fino a Chiavenna, dove inizia la salita al Passo Maloja, che oltrepassiamo per raggiungere la mondana St. Moritz. Non ci lasciamo tentare dalla vetrine, optiamo per le indicazioni verso il Passo Bernina, che raggiungiamo sfidando il fantastico Trenino Rosso del Bernina, storico convoglio che si inerpica fino in cima al passo in qualsiasi periodo dell'anno. Sempre imitando il trenino raggiungiamo Tirano e proseguiamo senza indugi verso Bormio e Livigno, dove ci consediamo una passeggiata sparsa per approfittare dei prezzi della zona franca, poi ci sediamo a devastare la dispensa di un ristorante. Sbrigate le formalità alimentari torniamo in sella e costeggiamo il lago di Livigno fino a passare sulla diga che lo crea. Attendiamo il verde per infilarci nello stretto e freddissimo tunnel che ci porta in territorio elvetico, poi giriamo a sinistra verso Zernez e torniamo verso St. Moritz. Prima di arrivare alla nota localita per VIP, a Punt Chamues deviamo a destra per il prossimo passo: l'Albula, poi scendiamo a valle fino all'omonima città. Da Albula risaliamo per tornare a Silvaplana attraverso lo Julierpass ed, una volta raggiunto il fondovalle torniamo verso Chiavenna e risaliamo verso lo Spluga ed una nuova serata al "Mai Tardi".

Settimo giorno: da Montespluga a Castelnuovo don Bosco - 280 Km

Oggi iniziamo il viaggio di ritorno. Dopo i saluti agli amici si risale in sella, verso Chiavenna e seguiamo la SS36 fino al Lago di Como, a Nuova Olonio prendiamo la SS430 e ci spostiamo sulla sponda occidentale del Lario, che costeggiamo fino a Menaggio. Qui la 340 devia decisamente e ci accompagna verso il Lago di Lugano, che raggiungiamo dopo aver percorso la sponda nord, scegliamo di evitare l'autostrada e raggiungiamo Agno per passare il confine a Ponte Tresa e raggiungere Varese. a Varese velocizziamo il trasferimento ed entriamo in autostrada A8, poi la A26 ed infine la A4 che ci accompagna fino a Chivasso, poi pochi kilometri di statale e si torna a casa.

Quando si riparte??? :-) 

Svizzera in girotondo
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La mappa

Le tappe

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Nota: Quando i passi sono chiusi, Google Maps non permette di passarci, quindi fuori stagione la mappa apparirà priva del percorso o con itinerari molto più lunghi.
Siamo in attesa che Google Maps integri la possibilità di creare mappe visualizzabili tutto l'anno.