Mario Giachino

Itinerario

proposto da Mario Giachino

Il 03/05/2020 Mario Giachino ci ha proposto questo itinerario da 360 Km da percorrere in un giorno.

L'anello di Piermario: 12.000 m. di dislivello in 360 km tra Italia e Francia

03/05/2020

Ringrazio Piermario per questo bel giro, breve ma tanto impegnativo quanto bello.

Si parte da Stroppo, che si raggiunge percorrendo quasi tutta la val Maira (già una bella esperienza così) per un giro composto da strade anche parecchio diverse tra loro ma tutte assolutamente affascinanti.
Consiglio di rimandare il giro se il meteo non è buono: sarebbe un vero peccato fare tanta fatica per non godersi i panorami.

La strada per il Colle di Sampeyre è stretta, tortuosa, spesso sporca e il fondo è stato rifatto solo a tratti. Ma ha anche dei difetti. :o)
Appena finisce il bosco, quando sulla sinistra vedete un rifugio (La Sousto dal Col), siete al Colle della Cavallina e a destra trovate la strade che porta verso Sampeyre. Qui iniziamo a viaggiare veramente all'aperto, con panorami eccezionali fino al Colle di Sampeyre (e anche dopo!). Scendendo troveremo una cinquantina di metri di sterrato: non spaventatevi, basta rallentare, è bello in piano.

La discesa verso Sampeyre richiama continuamente alla sosta: tutto intorno non c'è altro che roba da vedere.

Arrivati a Sampeyre prendiamo a sinistra e iniziamo la salita verso quello che, a mio avviso, è uno dei più bei colli della zona: il Colle dell'Agnello. Chi ci va con moto ancora a carburatori sentirà l'altitudine: con la mia Pegaso, specie quando siamo in due, mi pare di perdere metà dei (pochi) cavalli di cui dispongo! Però, per quanto stretta, la strada toglie il fiato e non per mancanza di ossigeno ma per eccesso di bellezza.

Tappa in cima, foto di rito, poi ci si butta giù nel Queyras, nella Provenza del Nord, fino a quando, superato il ponte sul Guil, alla rotonda prendiamo a sinistra, verso Guillestre su una strada che abbandoneremo presto, per prendere a destra, verso Briançon, verso il Col Izoard.
È qui che chi avesse paura di dover affrontare troppa strada e non farcela, potrebbe non prendere a destra e proseguire verso Guillestre, attraverso le bellissime Gorges du Guil ma per chi segue l'intero anello, ecco un altro spettacolo, verso la cima dell'Izoard, la sua parte più... lunare.

Altra tappa, altra foto, poi ci si ributta giù, verso Cervières e Briançon.

Briançon meriterebe una tappa di... diciamo tre giorni ma forse ci veniamo apposta un'altra volta, magari arrivando dal Monginevro.

Imbocchiamo la N94 per affrontare l'unico pezzo un po', diciamo, noiosetto del giro, fino a Guillestre. Forse è l'ora di una sosta per pranzo? Allora si va in centro, sulla piazzetta c'è posto per le moto e tre o quattro locali dove incontrare colleghi venuti da ogni dove.

Da Guillestre si seguono le indicazioni per Vars, ritrovando curve, panorami e belle sensazioni.
L'andamento del Col de Vars è particolarmente gentile. Oddio, ha anche i suoi bei tornanti ma mai troppo chiusi o con dislivelli troppo forti: è un colle riposante. Scendiamo fino a Saint Paul sur Ubaye e lì possiamo fare una breve divagazione prendendo la strada a sinistra, verso Fouillouse, per dare un'occhiata al Pont du Châtelet.

Scendiamo ancora, fino ad incontrare la strada del Colle della Maddalena, che da quella parte, però, è il Col de Larche. Andiamo verso destra, verso Jausier, dove magari faremo il pieno per poi affrontare quella che i francesi ci presentano come la più altra strada d'Europa (ma che non lo è): la Cime de la Bonette. Ritorniamo in fretta oltre i 2000 su una salita che, per chi la fa la prima volta, pare non finire mai ma una volta in cima si è ripagati, oltre che dall'orgoglio di averla fatta, anche da panorami eccezionali. Non abbiate paura di camminare cinque minuti per raggiungere la cima vera e propria, con la sua table d'orientation e tutte le alpi occidentali lì intorno.

Pausa breve e ripartenza, giù verso Nizza su una strada più ampia e dal fondo molto buono, fino a Isola, dove seguiamo le indicazioni, a sinistra, per Isola 2000 e per il Col de la Lombarde. La strada si presenta subito piuttosto aggressiva: i primi tornanti sono stretti, vicini e con molta pendenza, quindi sono da affrontare con calma in quanto finire sulla parte di carreggiata sbagliata è un attimo e traffico, d'estate, ce n'è.
Man mano che si sale i tornanti, pian piano, si addolciscono. Un tratto abbastanza veloce, poi Isola 2000, che quando la percorriamo noi è solitamente un paese fantasma; poi la strada si stringe e la vegetazione quasi sparisce. Rieccoci oltre i 2000, eccoci in cima al Colle della Lombarda. Altra sosta, altre foto, con sullo sfondo il Santuario di Sant'Anna di Vinadio, poi si scende di nuovo, su una strada stretta e tortuosa (occhio ai camper) che finisce con una serie di tornanti nei boschi che amo particolarmente, da fare tutti d'un fiato, con un ritmo incalzante.

Arrivati alla statale, che è di nuovo quella del Colle della Maddalena (sì, siamo dalla parte giusta), prendiamo a destra e scendiamo fino a Demonte, dove all'altezza della piazza, praticamente dal benzinaio, troviamo a sinistra la strada che sale per il Colle dei Morti o della Fauniera.
Venticinque km all'inizio abbastanza semplici e veloci ma che presto iniziano a diventare più impegnativi perché la strada si stringe, le curve si avvicinano l'un l'altra, il fondo, pian piano, peggiora ma la vista diventa man mano impagabile. Occhio alle marmotte.
Sappiamo di essere arrivati in cima quando improvvisamente, dietro una curva a sinistra, ci troviamo la statua in pietra a Marco Pantani. Sosta. d'obbligo, anche perché ormai siamo stanchi, poi l'ultimo sforzo: proseguiamo per poche centinaia di metri per poi svoltare a sinistra verso il Colle d'Esischie, che è proprio lì a pochi metri, e scendere, tra le marmotte prima e i boschi dopo, fino a Marmora, Ponte Marmora, poi, a destra, Stroppo.

Il giro non è lungo ma molto impegnativo. Per chi non è della zona consiglio di fermarsi magari proprio in val Maira due notti, quella prima e quella dopo il giro, oppure, una tappa magari a Briançon, dove passare una bella serata in uno dei mille ristoranti della zona.
 

L'anello di Piermario: 12.000 m. di dislivello in 360 km tra Italia e Francia
L'anello di Piermario: 12.000 m. di dislivello in 360 km tra Italia e Francia
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L'anello di Piermario: 12.000 m. di dislivello in 360 km tra Italia e Francia
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L'anello di Piermario: 12.000 m. di dislivello in 360 km tra Italia e Francia
L'anello di Piermario: 12.000 m. di dislivello in 360 km tra Italia e Francia
L'anello di Piermario: 12.000 m. di dislivello in 360 km tra Italia e Francia

La mappa

Le tappe

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Nota: Quando i passi sono chiusi, Google Maps non permette di passarci, quindi fuori stagione la mappa apparirà priva del percorso o con itinerari molto più lunghi.
Siamo in attesa che Google Maps integri la possibilità di creare mappe visualizzabili tutto l'anno.