Massimo CorposantoItinerario
proposto da Massimo Corposanto
Sicilia in Moto: 10 giorni e 2000 km per il compleanno di Lavinia (Maggio 2026)
Quick links: Costi reali, Youtube video, Mappa completa.
Prologo: Venerdì 1 Maggio – Sesto Fiorentino a Civitavecchia
La Tracer 900 è bella carica, ma ormai è abituata ai lunghi viaggi e ai bagagli pesanti. Oggi però l'aria nel garage di Sesto Fiorentino è diversa: si parte per il giro della Sicilia, il regalo per i cinquant'anni di Lavinia. Visto che il traghetto da Civitavecchia salperà solo nel tardo pomeriggio, decidiamo di prendercela con calma, tagliando fuori le autostrade per goderci il piacere delle strade statali.
La prima meta è Castellina in Chianti, affrontando le curve del San Donato. La giornata è splendida, di quelle con l'aria limpida e il sole tiepido, ideale per andare in moto. Giriamo intorno a Siena e puntiamo decisi verso Asciano per ammirare il profilo unico delle Crete Senesi. A Torrenieri ci concediamo una lauta pausa pranzo a base di salumi locali, prima di rimetterci in sella. Poco dopo, la Val d'Orcia ci accoglie regalandoci scorci di un verde quasi ammaliante. Giunti al lago di Bolsena, lasciamo l'interno e tagliamo in direzione del mare. Arriviamo a Civitavecchia in perfetto orario; l'imbarco tuttavia procede a rilento e la partenza viene posticipata. Ma sul ponte della nave, guardando l'orizzonte, poco importa il ritardo: siamo diretti in Sicilia.
Giorno 1: Sabato 2 Maggio – Palermo, lo Zingaro e lo Stagnone
Il mattino porta il profilo di Monte Pellegrino. Giungiamo a Palermo in orario nonostante il rinvio della sera prima, e la prima sosta è per una colazione ricca di chiacchiere con i nostri cugini Beniamino ed Anna. Subito dopo, partiamo in direzione ovest. Durante il trasferimento autostradale, lo sguardo corre inevitabilmente al monumento della strage di Capaci, un passaggio silenzioso e doveroso. Facciamo poi una deviazione verso Balestrate per dare un'occhiata ai lavori della nuova casa al mare dei cugini: splendida, più che una casa sembra una vera villa affacciata sul blu.
Ripartiamo verso ovest lungo la litoranea SS187. Superata Alcamo Marina, ci dirigiamo alla Riserva dello Zingaro; qui lasciamo la Tracer e ci addentriamo a piedi per una bella camminata rigenerante tra i sentieri naturali e il profumo di macchia mediterranea. Saltiamo la salita ad Erice e puntiamo dritti a Trapani per una passeggiata nel centro storico e un meritato aperitivo. Risaliti in sella, viaggiamo verso sud sulla SP21, letteralmente immersi nelle saline. Facciamo una piccola deviazione (imboccando anche una strada contromano) per visitare il Mulino Culcasi, già affollato di turisti in attesa della sera. Preferiamo però scendere ancora più a sud per goderci il tramonto sullo Stagnone di Marsala. Arriviamo appena in tempo per vedere il sole tuffarsi dietro Isola Grande: uno spettacolo fotonico. La giornata si chiude nel centro di Marsala, tra le stanze di uno splendido B&B e una lauta cena tipica alla Vecchia Salumeria.
Giorno 2: Domenica 3 Maggio – Dalla Kasbah a Cammarata
Dopo una gran bella colazione preparata con cura dalla signora del B&B, imbocchiamo la SS115. Arrivati a Mazara del Vallo, parcheggiamo sul lungomare e ci addentriamo a piedi tra i vicoli della Kasbah, oggi uno splendido "museo diffuso" animato dai colori e dalle voci della storica comunità tunisina. Dopo qualche ora ripartiamo e, invece di seguire la linea della costa, decidiamo di piegare verso l'interno profondo dell'isola.
Passiamo Castelvetrano e raggiungiamo il Cretto di Burri. Parcheggiamo la moto e ci incamminiamo tra i blocchi di cemento bianco: il percorso è impegnativo a causa di alcune salite ripide, ma l'impatto di questa imponente opera d'arte a cielo aperto ripaga di ogni sforzo. Ripreso il viaggio, facciamo un passaggio veloce dai ruderi di Salaparuta e costeggiamo il Lago Arancio alla ricerca di un punto di ristoro che purtroppo troviamo chiuso. Saliamo allora a Sambuca di Sicilia per un aperitivo rigenerante a base di birra e focacce ripiene tipiche del luogo. Il viaggio nel cuore della Sicilia prosegue fino a Palazzo Adriano, dove ci concediamo una sosta nella storica Piazza Umberto I, l'anima del borgo. Il pomeriggio è ormai agli sgoccioli quando entriamo a Cammarata, accolti dal calore e dall'affetto della serata in famiglia con i parenti.
Giorno 3: Lunedì 4 Maggio – Agrigento, Punta Secca e Ragusa Ibla
Mettiamo in moto la Tracer in direzione sud lungo la SS189 "della Valle del Platani". Arriviamo ad Agrigento in prima mattinata, l'orario ideale per visitare la Valle dei Templi: il clima è ancora fresco, la folla dei turisti è lontana e la camminata scorre leggera come l'aria del mattino tra le colonne antiche. Finita la visita, andiamo in cerca del mare e ci fermiamo per un picnic sulla spiaggia deserta di Palmeras Beach, con il solo rumore della risacca a farci compagnia.
Nel pomeriggio il viaggio riprende veloce, superando Gela e Marina di Acate. La giornata scorre fluida e arriviamo a Punta Secca giusto in tempo per goderci un paio di spritz con vista sul mare, seduti proprio di fronte alla famosa casa del Commissario Montalbano. Con le luci del crepuscolo che iniziano ad accendersi, torniamo verso l'interno tramite la SP25 fino a Ragusa, entrando nel labirinto di pietra di Ragusa Ibla mentre il cielo si tinge di indaco. Ad attenderci, un pernotto suggestivo proprio dietro al Duomo e i sapori sinceri di una cena tipica alla trattoria La Bettola.
Giorno 4: Martedì 5 Maggio – Isola delle Correnti e Ortigia
Ci mettiamo in marcia la mattina presto, scendendo a sud lungo la SS194. Passiamo sotto il profilo di Modica senza fermarci e raggiungiamo finalmente il mare. A Pozzallo scatta il momento della nostra colazione preferita: granita ca' panna e brioscia col tuppo! Con lo spirito giusto e la pancia piena si viaggia meglio.
Ripartiamo costeggiando la grande spiaggia di Santa Maria del Focallo e proseguiamo sempre più a sud, fino a toccare la punta estrema dell'isola: Isola delle Correnti. Il posto è deserto, non c'è anima viva. Ci concediamo un bagno rigenerante nelle acque limpide e un pranzo veloce sulla spiaggia; dopo un paio d'ore rimontiamo in sella con le batterie ricaricate dal sole. Giunti a Portopalo di Capo Passero, la Tracer volta le spalle al sud e inizia la risalita lungo la costa ionica. Nel tardo pomeriggio facciamo una deviazione a Noto per ammirare il barocco dorato, approfittandone per un boccone al volo e una birra fresca al calar del sole. Arrivati a Ortigia, prendiamo possesso della camera nel centro storico e festeggiamo la serata con una splendida cena di pesce all'Apollonion.
Giorno 5: Mercoledì 6 Maggio – L'ascesa all'Etna
Colazione veloce in un barrettino del centro e via, di nuovo verso nord lungo lo Ionio. Superata la parentesi industriale di Priolo, facciamo una sosta al Castello di Brucoli, seguita da due rapidi passaggi per dare un'occhiata al castello di Pippo Baudo e al castello di Misterbianco, entrambi purtroppo abbandonati ma ricchi di fascino.
Prendiamo l'autostrada per aggirare Catania e poi iniziamo finalmente a salire verso la montagna. La SP92 Etnea si rivela un vero paradiso per il motociclista: asfalto perfetto, curve che invitano alla piega e panorami che tolgono il fiato sul golfo sottostante. Dopo una breve sosta davanti alla scultura del Teseo Screpolato, arriviamo al Rifugio Sapienza. La funivia è chiusa per manutenzione, così saliamo a bordo dei bus 4x4 fino a 2500 metri e da lì proseguiamo a piedi. Il paesaggio è mistico e primordiale, sospeso tra lingue di ghiaccio e distese di lava nera. Saliamo fin oltre i 2600 metri respirando l'aria rarefatta della vetta, poi i tempi stretti ci impongono di riprendere l'ultimo bus per scendere. Guidiamo lungo il versante est superando Zafferana Etnea e arriviamo a Giardini Naxos. Giusto il tempo per una doccia, una passeggiata sul lungomare e una cena a base di pesce (un po' cara e meno entusiasmante rispetto a quella di ieri, ma meritata).
Giorno 6: Giovedì 7 Maggio – Taormina e la Piscina di Venere
Colazione in hotel e si riparte. Anche oggi il cielo è limpidissimo, confermando la striscia di giornate splendide che ci accompagnerà per tutta la vacanza. Saliamo a Taormina per una visita al suggestivo Teatro Greco e al centro storico affollato di turisti, mentre il profilo imponente dell'Etna innevato domina l'orizzonte.
A fine mattinata ripartiamo verso nord in autostrada, mossa ideale per saltare il traffico della litoranea e il centro di Messina. Imbocchiamo la SP43bis, la panoramica dello Stretto, fino a Torre Faro, il punto più a est della Sicilia. Qui ci fermiamo per un bagno memorabile proprio sotto il grande Pilone, con le coste della Calabria che sembrano vicinissime. Riprendiamo la marcia verso ovest, costeggiando stavolta il lato settentrionale dell'isola. Pranziamo al volo lungo la strada con qualche tramezzino preso alla Coop e proseguiamo fino a Capo Milazzo. Lasciata la moto, camminiamo nell'Area Marina Protetta fino alla Piscina di Venere: la troviamo deserta, racchiusa tra le rocce in un'atmosfera surreale. Dopo la fatica dei quasi 200 gradini per risalire, ci premiamo con un aperitivo vista baia. Un breve tratto autostradale ci conduce infine a Patti per il pernotto e per un'ottima serata alla salumeria enoteca Il Buongustaio.
Giorno 7: Venerdì 8 Maggio – Dai Nebrodi alle Madonie fino a Cefalù
Colazione e via verso ovest lungo la SS113 Settentrionale Sicula, una splendida strada costiera che regala un perfetto ritmo di curve a ridosso del mare. Passati Brolo e Capo D'Orlando, ci concediamo la seconda colazione d'ordinanza: granita al caffè con panna.
Abbandoniamo la costa e iniziamo a salire nell'interno profondo, addentrandoci nel Parco dei Nebrodi. Ci fermiamo a Capizzi per una foto ricordo sotto le tre croci, poi iniziamo la discesa. La fame si fa sentire e ci fermiamo in un bar nei pressi di Nicosia; gli avventori non ispirano troppa fiducia, così mangiamo rapidamente e rimettiamo in moto la Tracer. A Sperlinga visitiamo il fantastico castello interamente scavato in un unico monolite di roccia arenaria. Riprendiamo la strada sulla SS286 salendo nel Parco delle Madonie: facciamo tappa a Gangi (Borgo più bello d'Italia nel 2014) e passiamo da Geraci Siculo, godendoci la bellezza dell'asfalto e dei panorami montani. Arriviamo a Castelbuono giusto in tempo per un imperdibile aperitivo al bar Fiasconaro, con tartine che si rivelano vere primizie.
Giungiamo a Cefalù quando il sole è già tramontato. Nel traffico del centro imbocchiamo per errore un divieto d'accesso e veniamo subito fermati da un carabiniere che, fortunatamente, si limita a un richiamo senza farci la multa. Il B&B nel cuore storico ci costringe a fare due viaggi a piedi per trasportare tutti i bagagli, ma la fatica scompare durante la passeggiata serale in centro e la splendida cena alla Taverna Tinchitè, dove ci godiamo una straordinaria Pasta a Taianu.
Giorno 8: Sabato 9 Maggio – Il circuito della Targa Florio
Giro mattutino tra le vie di Cefalù e colazione con l'immancabile granita con panna e brioche all'ombra del Duomo. Partiamo verso l'interno imboccando la SP54bis, che ci guida nel cuore delle Madonie. La prima sosta è per il silenzio del Santuario di Gibilmanna. Da qui in poi la strada diventa un capolavoro di curve; sembra un circuito, e in effetti stiamo viaggiando sul leggendario tracciato della Targa Florio, con le gomme di protezione ancora fissate ai guard-rail.
Raggiunta la vetta di Piano Battaglia, ci accoglie uno spettacolo di natura incontaminata a 360 gradi. Riscendiamo dal versante opposto e ci fermiamo a Petralia Sottana per un giro turistico e una birretta fresca. Una volta scesi a valle, la calura estiva inizia a farsi sentire, spingendoci a una sosta rinfrescante a Vallelunga Pratameno. Nel pomeriggio, dopo un'ultima ora di curve, arriviamo a Cammarata, dove la giornata si chiude in bellezza con una fantastico "scaticchio" in campagna insieme a tutti i parenti.
Giorno 9: Domenica 10 Maggio – L'imprevisto di Corleone e l'ultimo Cannolo
Domenica mattina partiamo scortati da nostro cugino Beniamino e sua nipote Giulia. Passiamo a salutare Maria e Franco nel centro storico di Cammarata e diamo un'occhiata al maestoso Carro trionfale di Gesù Nazareno in costruzione. Imbocchiamo la SP24 e poi la SS118, superiamo Prizzi e arriviamo a Corleone. Qui visitiamo il parco della Cascata delle Due Rocche scavalcando un cancello chiuso, ma il vero imprevisto ci attende nei vicoli di Corleone vecchia: durante la risalita di una rampa in pavè molto ripida la Tracer perde aderenza e iniziamo a scivolare all'indietro a ruote bloccate. Viviamo attimi di puro panico, ma con un colpo di reni riusciamo a non cadere.
Riprendiamo la marcia verso Ficuzza per un fantastico aperi-pranzo al fresco dell'aria aperta, ma nel primo pomeriggio ci perdiamo nelle campagne dell'alto Belice Corleonese. Seguendo il consiglio di alcuni motociclisti, imbocchiamo una strada chiusa che si rivela una mulattiera durissima per le nostre moto; dopo chilometri di fatica e molte imprecazioni nel casco riusciamo finalmente a riguadagnare l'asfalto. A Piana degli Albanesi ci attende la giusta ricompensa: il cannolo siciliano più buono mai mangiato. Qui le strade si dividono: salutiamo Beniamino e Giulia e puntiamo dritti al porto di Palermo per l'imbarco sul traghetto, con un velo di malinconia nel cuore mentre l'isola si allontana nella notte.
Epilogo: Lunedì 11 Maggio – Il ritorno a Sesto Fiorentino
Sbarcati a Civitavecchia di prima mattina, sentiamo subito il ritorno alla realtà del continente. Il viaggio si trasforma nell'ultimo trasferimento autostradale verso casa, un nastro d'asfalto interrotto solo da una piacevole pausa nel senese per fare colazione e goderci gli ultimi istanti di vacanza. Arriviamo a Sesto Fiorentino in tarda mattinata: le ruote della Tracer si fermano e il motore si spegne, ma i cinquant'anni di Lavinia sono ormai impressi sulla strada di un'isola indimenticabile.
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