Mario Giachino

Itinerario

proposto da Mario Giachino

Il 17/06/2018 Mario Giachino ci ha proposto questo itinerario da 300 Km da percorrere in meno di un giorno.

Il giretto del quartierino

17/06/2018

Preferisco i viaggi ai giri, perché i giri, per loro natura, ti riportano sempre al punto di partenza, così sembra di non aver ottenuto nulla. So che non è così, e il giro che vi propongo qui ne è la prova.

Vi dico subito: se siete di Cuneo... passate oltre, quello che sto per scrivere lo conoscete già benissimo. Questo è uno dei nostri primi giri quando riaprono i colli più importanti, vero?

L'ho chiamato il giretto del quartierino perché è la versione estesa del Giro dell'Isolato, giretti da fare in giornata, in realtà in poche ore, ma dalla grande bellezza.
Non sono bravo io a trovare strade così belle, il fatto è che abitare attaccati alle Alpi, a un tiro di schioppo dalla Francia, è un grande vantaggio: nel giro di pochi chilometri si ha a disposizione una grande concentrazione di strade da moto, tra le quali alcune tra le più belle d'Europa.Questo giretto, tra le altre, ne prevede 4 delle migliori della zona, fruibili solo da giugno a settembre-ottobre perché molto alte: in 4 assommano a oltre 10.000 metri di altitudine:

Strada da moto Altitudine
Lombarda 2.350 mt
Bonette 2.802 mt
Vars 2.109 mt
Agnello 2.744 mt
Totale 10.005 mt

Partenza e arrivo: Cuneo.

Fino a Vinadio la strada è liscia e scorrevole come sempre, un pieno, poi svoltiamo a sinistra per Sant'Anna di Vinadio.
Una ventina di Km ci separano dal colle ma sono molto, molto impegnativi: la strada è stretta e, per la sua dimensione, piena di auto, camper e ciclisti e se non fa troppo caldo o troppo freddo, ci troverete anche molta gente che va al santuario a piedi. Questi ultimi sono i più pericolosi, perché spesso camminano in mezzo alla strada senza curarsi di chi arriva.
Mi accoglie subito una serie di tornanti non da poco: fatti in discesa, se si riesce a prendere il ritmo, sono divertentissimi; anche in salita divertono ma, almeno per me, richiedono un po' di impegno in più.

Verso i 1.800 mt arriviamo al bivio per il Santuario o, meglio, per il Colle della Lombarda. Svolto a sinistra contento di essermi tolto dai piedi, pardon, dalle ruote tutti i pedoni diretti al Santuario.

Da qui i boschi diradano man mano che si sale, per cedere il passo a grandi spazi aperti arrivati intorno ai 2.000 mt.
Piccoli laghi e un'aria bella fresca richiamano molti turisti e i prati intorno alla strada sono utilizzati per pic-nic e, da qualcuno, anche per passare la notte in tenda.

Arrivato in cima mi godo lo spettacolo, guardando indietro si vede il Santuario e parte della valle, sulla destra, un po' rialzato, l'immancabile chioschetto e di fronte, la Francia.

La strada in discesa ha un fondo decisamente migliore e si allarga rapidamente per arrivare a Isola 2000 (che quando si passa in moto è sempre deserta, perché la neve non c'è più o non c'è ancora) e poi a Isola, con una serie di tornanti dalla pendenza piuttosto marcata, belli tosti.

A Isola saluto la Lombarda e mi dirigio a destra, verso il Col de la Bonette, su una strada scorrevole e ampia fino a Saint Étienne de Tinée, dove, dopo il ponte sulla Tinée, svolto a sinistra e inizio a salire, su una strada più stretta e che si fa sempre più movimentata. Costeggia il fiume per qualche chilometro, poi lo lascia per inforcare una bella serie di tornanti che si intervallano a forti e rifugi, attraversa le rovine di un paese abbandonato e, infine, davanti a sinistra ci presenta La Cime de la Bonette che dall'alto dei suoi 2.860 mt (la parte raggiungibile solo a piedi) pare sorvegliare i suoi territori, tutt'intorno.

Oggi mi sono fermato insieme a tutti gli altri al colle (2.715 mt) perché la strada per la cima era ancora piena di neve. I più coraggiosi (e volenterosi) l'hanno raggiunta a piedi, perché senza dubbio il panorama che si gode da lassù vale un piccolo sforzo.

Un po' d'aria finissima e frizzantina (stamattina c'erano 13°) poi giù, verso Jausiers. Purtroppo sia la salita sia la discesa sono state un po' disturbate da troppi ciclisti, troppo lenti a salire e troppo veloci a scendere. Anche così, però, non è mancato il fascino della signora seduta tra le Alpi dell'Alta Provenza e le Alpi Marittime: panorami indescrivibili, curve divertentissime e...tante moto.

A Jausiers prendo a destra, sulla strada del Col de Larche (che poi sarebbe La Maddalena), che abbandono a Meyronnes per svoltare a sinistra del campeggio, verso il Col de Vars.
La strada era molto brutta fino a qualche tempo fa ma gli interventi degli ultimi anni hanno dato ottimi frutti. Arrivare in cima al colle è un attimo e, visto che è l'ora giusta, mi fermo per un panino.

Il grosso del giro è fatto, scendo a Guillestre e nella mia testa manca solo più il Colle dell'Agnello (scusa se è poco!) e poi sarò nuovamente a casa ma... mi dimenticavo la bellezza delle Gorges du Guil. Me le dimentico sempre e tutte le volte mi stupisco della loro bellezza.

Superate le gole, uno sguardo al castello di Château Ville Vieille, poi si inizia a salire sul serio. Di nuovo la strada si fa sempre più stretta e movimentata. Si attraversano un paio di paesini dove bisogna andare molto piano perché la strada e stretta e dalle porte delle case può sempre uscire qualcuno.

Questa volta mi sono sbagliato (che bello farlo senza navigatore!) e a Molines non ho visto l'enorme cartello che indica di svoltare a sinistra per l'ITALIE, così sono giunto fino a Saint Véran, su una strada del tutto simile a quella che va su fino al colle. Guardando sulla mappa ho poi visto che c'è un collegamento verso l'Agnello ma dev'essere più da enduristi e Madi non è dell'idea. Ho fatto inversione e sono tornato sulla retta via.

La vista della schiena del Monviso (per me è la schiena, io lo vedo sempre dall'altra parte) mi ha fatto sentire nuovamente a casa. Maestoso, come sempre.

Gli ultimi tornanti, salendo, erano in una nuvola di passaggio, quindi visibilità scarsa e un po' di fresco in più ma, arrivato in cima, in pochi minuti la nuvola si è spostata, lasciando il posto a un timido sole e ai soliti magnifici panorami sul Queyras e sulla Valle Varaita.

Due chiacchiere con gli altri motociclisti, poi giù verso casa. Sembra poco ma mancano ancora un'ottantina di km per arrivarci e... che km!

La strada inizialmente è molto ripida. Io solitamente preferisco percorrere l'Agnello nell'altro senso perché (lo ammetto) soffro terribilmente di vertigini e i vuoti a fianco dei tornanti preferisco averli dietro, piuttosto che davanti ma... tant'è, vediamo di stare lontano dai vuoti e procediamo.

La strada è stata appena riaperta e, dopo la prima parte più scoscesa, nei tratti più pianeggianti e in ombra la neve ai lati della strada è ancora tanta, con muri alti un metro, un metro e mezzo.

Una sosta a Pontechianale, ad ammirare la pace sul lago, in netto contrasto con la vivacità dello stesso posto durante i giorni dell'Agnellotreffen; un luogo magnifico, con la neve, col sole, comunque.

A Casteldelfino trovo il primo distributore dopo parecchi km: il pieno e giù verso casa. Ancora un piccolo colle, il Colletto di Rossana, per tagliare fuori Costigliole di Saluzzo e la brutta strada (per le moto, intendo) che la collega a Busca, poi il lungo rettilineo Busca-Cuneo mi riporta là, dove sono partito, certamente arricchito da questa nuova esperienza.
 

Il giretto del quartierino
Il giretto del quartierino
Il giretto del quartierino
Il giretto del quartierino
Il giretto del quartierino
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Il giretto del quartierino
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Il giretto del quartierino

La mappa

Le tappe

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Nota: Quando i passi sono chiusi, Google Maps non permette di passarci, quindi fuori stagione la mappa apparirà priva del percorso o con itinerari molto più lunghi.
Siamo in attesa che Google Maps integri la possibilità di creare mappe visualizzabili tutto l'anno.