Appesi alle Alpi (Parc National des Écrins)
Mario Giachino Mario Giachino

Itinerario

proposto da Mario Giachino

Il 14/09/2021 Mario Giachino ci ha proposto questo itinerario da 461 Km da percorrere in 2 giorni.

Appesi alle Alpi (Parc National des Écrins)

14/09/2021

Un giro ad anello... aperto, in modo che ognuno lo possa chiudere con il tratto da/per casa.
L'ho fatto in senso antiorario e consiglio di mantenerlo, anche se può benissimo funzionare all'incontrario.

Entriamo in Francia dal Colle del Monginevro ma, prima, facciamo una piccola deviazione, da Sestriere, per la SP215, nella Valle della Ripa. Una strada ampia e con un solo tornante (ma tante curve), alternativa alla strada principale per Cesana Torinese, che offre alcune belle viste, un fondo non male e traffico quasi nullo.
Chi arriva da Nord può saltare questa primissima parte e raggiungere direttamente Cesana Torinese passando da Oulx.

Da Cesana saliamo al Monginevro e scendiamo a Briançon per infilarci sul Col du Lautaret e percorrere tutte le sue ampie e dolci curve.

Arrivati al Lac du Chambon, superato il bivio per Les Deux Alpes e Le Freney d'Oisans, subito prima di Le Clapier, in un tornante a destra troviamo sulla sinistra la strada per La Bérarde, una strada a fondo cieco conosciuta come Montée de La Bérarde (D530) che finisce nel piccolo paese di, appunto, La Bérarde. La prendiamo e la percorriamo per tutti i suoi 27 km, fino in cima, a La Bérarde, un piccolissimo paese dove si entra solo a piedi. La strada è un assaggio di ciò che ci aspetta, infatti dopo un inizio ampio e scorrevole inizia progressivamente a stringersi e a diventare un vero e proprio balcone sulla stretta valle.

Io mi sono fermato in paese per un boccone in uno dei diversi bar, immerso nel silenzio tra la gentilezza della poca gente del posto.

Ripercorriamo i 27 km al contrario e riprendiamo la strada principale, svoltando a destra, tornando indietro per circa sei km, fino a quando, sulla sinistra, vediamo il cartello per Auris en Oisans, sulla strada D211A, un'altra strada che è diventa ben presto un balcone, questa volta sul fiume Romanche, una delle più belle strade del giro: la Route de la Roche d'Auris. Stretta e chiusa tra la roccia e lo strapiombo, da percorrere lentamente ma con panorami da lasciare a bocca aperta.

Ce la godiamo tutta, fino allo stop, dove prendiamo a sinistra, verso Alpe d'Huez, sull'omonima strada che ci porterà in breve prima a Huez e poi a Alpe d'Huez ma non ci fermeremo ancora, proseguiremo, su una piccola strada tutto sommato ben asfaltata, nota come Route des Lacs, fino al bellissimo Lac Besson, un altro vicolo cieco ma un buon posto per sgranchirsi un po' le gambe con una passeggiata in riva al lago, a oltre 2.000 metri, in mezzo al nulla o, meglio, allo spettacolo che le Alpi sanno offrire.

Anche questa volta torniamo indietro per pochi km e subito dopo Huez svoltiamo a destra per imboccare il Pas de la Confession. Credo che il nome sia un suggerimento, per chi ci crede, al sacramento da espletare prima di percorrerlo: un altro bel balcone, poco protetto e bello stretto ma con un fondo quasi sempre buono.

Percorso tutto il colle ci troveremo sul Lac du Verney ma, praticamente, non lo vedremo, perché all'incrocio gireremo stretto a sinistra per attraversare il fiume Romanche e proseguire pochi km verso Le Bourg d'Oisans, che per me è stato un ottimo posto dove fermarmi a pernottare.

Dopo una bella cenetta in uno dei tanti ristoranti di Le Bourg d'Oisans e un sonno ristoratore, partiamo per la seconda giornata del nostro giro e lo facciamo, letteralmente, col botto: affrontiamo il Col du Solude. Inizia proprio da Le Bourg d'Oisans, su una strada che fa parte della Route des Savoir Faire e, vedendola, capiamo che di savoir faire ce ne vuole molto se si incrocia un altro mezzo, infatti la strada è molto stretta, costellata di piccoli tunnel nella roccia, qualche cascatella d'acqua sulla strada e tante curve cieche, al punto che un cartello invita a non farsi problemi ad utilizzare il clacson per preannunciare il proprio ingresso in curva. Però, specie al mattino, nonostante il sole in faccia lo spettacolo è assicurato. Arrivare in cima richiede tempo, sia perché la strada è lunga ma soprattutto perché si è portati a fermarsi molte volte ad ammirare e fotografare il paesaggio. Gli ultimi due km e mezzo, dopo Villard Notre Dame, sono su uno sterrato molto semplice, bello liscio e senza fratture nel terreno né sassi. L'ho percorso con la mia Shiver 900 senza alcun problema. Alcuni punti hanno messo a dura prova le mie vertigini ma ne vale assolutamente la pena. Sul colle mi hanno attraversato la strada uno scoiattolo e un capriolo.
Giunti in cima c'è uno slargo dove ricomincia l'asfalto che scende verso Ornon. Noi, giunti a La Palud, allo stop svoltiamo a sinistra per affrontare il Col d'Ornon, una strada abbastanza ampia e dall'andamento dolce dove non è insolito trovare grandi animali in strada: mucche, cavalli e asini.

Arrivati ad Entraigues manteniamo la D526 per risalire cerso un altro colle: il Col de Parquetout. Io l'ho trovato molto sporco perché avevano appena buttato il ghiaino, che i francesi chiamano gravillons, usato per riempire le fenditure nell'asfalto prima di procedere alla loro catramatura. Andatura ancor più tranquilla del normale per me, quindi, ma su una strada che,comunque, non invita affatto a correre.
Ai 1.382 metri della sommità iniziamo la discesa verso Villelonge, dove proseguiamo per il Col de l'Holme che, dopo Sainte Luce, ci porterà a Corps, punto di partenza obbligato per giungere al santuario di Notre Dame de la Salette, attraverso il Col de l'Homme.

Il santuario merita almeno una breve sosta, due passi fino al cimitero, di fronte, per avere una visione d'insieme dell'architettura e delle montagne circostanti, e una visita all'interno.

Riscendiamo fino a Corps e prendiamo la N85, nota come Route Napoleon, che abbiamo evitato accuratamente fin'ora, e che ci cullerà, con le sue curve veloci, fino a Gap; se non si è in ritardo, consiglio però di lasciarla quasi subito, prendendo a sinistra per Aspres les Corps, dove allungheremo un po' per percorrere il Col des Festreaux. In poco tempo ci ritroveremo nuovamente sulla N85 e, questa volta, la percorreremo attraverso il veloce Col Bayard fino a Gap, dove ci infileremo in centro alla ricerca della strada per il Col de la Sentinelle (D492A) che ci porterà fino allo stop sulla D942. Prendendo a destra potremo arrivare velocemente sul fiume Durance, e prendere a sinistra per Remollon, verso il Lago di Serre Ponçon, oppure, se ci avanza del tempo e voglia di curve, prendendo a sinistra e dopo 100 mt. a destra, verso Valserres, ci ritroveremo dove ricomincia la D942A che taglia verso Remollon.

Proseguiamo, superiamo Espinasses, attraversiamo il ponte sulla Durance e arriviamo alle terrazze sul Lago di Serre Ponçon, dove fermarsi per godere del colpo d'occhio e per due chiacchiere con i tanti motociclisti che si ritrovano proprio lì.

Poi scendiamo e saliamo su strade note verso Le Lauzet, Barcelonnette e il Colle della Maddalena, là conosciuto come Col de Larche, per rientrare in Italia e a casa.
 

Appesi alle Alpi (Parc National des Écrins)
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Nota: Quando i passi sono chiusi, Google Maps non permette di passarci, quindi fuori stagione la mappa apparirà priva del percorso o con itinerari molto più lunghi.
Siamo in attesa che Google Maps integri la possibilità di creare mappe visualizzabili tutto l'anno.